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Utente: zarathustra85
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mercoledì, 10 dicembre 2008
60 anni dalla dudu: eppure i potenti continuano a discriminare

Molto si è fatto a livello internazionale in questi ultimi 60 anni per evidenziare il primato assoluto dell'individuo inserito in un contesto sociale sulla massa: trattati internazionali a difesa dei minori, delle donne dei rifugiati e migranti, per un maggiore controllo del mercato delle armi per arrivare alla recente moratoria contro la pena di morte e il trattato firmato pochi giorni fa contro le cluster bomb. Eppure nonostante il secolo scorso abbia dimostrato cosa voglia dire imporre a tutti una verità assoluta e a questa sacrificare tutto ancora oggi in molte parti del mondo per motivi di dogmi religiosi e non o di presunta superiorità di "civiltà", molti uomini e donne continuano ad essere minacciati, torturati e trattati peggio delle bestie solo perchè diversi. l'impunità per quelli colpevoli delle violenze alla Diaz e Bolzaneto, Guantanamo, i campi di rieducazone attraverso il lavoro, la dura repressione di manifestazioni pacifiche in Birmania e in Tibet, clandestini continuamente dipinti e trattati come mostri e delinquenti che non possono pretendere alcun diritto di dignità umana, la negazione totale dei diritti economici e sociali più elementari al popolo palestinese e ai popoli indigeni del Sud America in nome del dio Capitale. E si potrebbe continuare all'infinito con avvenimenti recenti del tipo l'uccisione a sangue freddo del quindicenne greco, gli stupri usati come arma di terrorismo di stato e gruppi armati in Messico e in Africa, il netto e categorico rifiuto del Vaticano alla depenalizzazione del reato di omosessualità per cui in molti paesi si viene frustati, messi ai lavori forzati, si va in galera o si viene presi a sassate se non appesi al collo. Per non parlare poi delle attuali politiche economiche tutte a vantaggio dei ricchi e che lasciano in secondo piano le ricadute delle scelte economiche sull'ambiente e sui diritti economici e sociali sia a scala locale che a scala globale. Quando si parla di diritti di ogni singolo uomo nessuno può dire: "è una cosa che personalmente non mi riguarda, perchè tanto non posso farci nulla". Ciò che si è conquistato nella lotta contro le Inquisizioni e i regimi, nella lotta per diritti delle donne e dei lavoratori  a prezzo che molte volte ha richiesto la vita stessa va difeso sempre e ovunque. Molto bella a questo proposito è la fine della poesia di Brecht in cui si dice:" E alla fine vennero a prendere me, ma non era rimasto più nessuno a protestare"

Postato da: zarathustra85 a 20:49 | link | commenti (2)
vaticano, politica, diritti umani, repressione, violenza, omosessualità, immigrati, amnesty international, capitalismo, impunità

lunedì, 10 novembre 2008
obama e bush: già affiorano le prime discontinuità

Il cambiamento: è questa parola che ha portato Barack Hussein Obama a vincere le elezioni e arrivare il 20 Gennaio ad occupare la casa bianca. Come spesso accade è nelle dichiarazioni fatte nel periodo di transizione da una presidenza ad un'altra che ci si può fare un'idea più oggettiva di quella che sarà la futura presidenza. Certo la campagna elettorale entusiasma, genera grandi speranze, ma con la vittoria si deve impostare una concreta azione politica. E già da questi primi giorni si capisce che l'amministrazione Obama sarà nettamente diversa da quella di George W Bush, temi che non sono affatto poca cosa:

il ritorno al multilateralismo: Obama ha ribadito il suo no al programma nucleare iraniano, ma coinvolgendo per una collaborazione comune tutti gli stati alleati. A prescindere poi da tutto e basandosi su fatti oggettivi ci sono due cose da tener in considerazione: la tipologia degli impianti di arricchimento dell'Uranio è molto più conciliabile con scopi bellici che non scopi di uso civile e le continue dichiarazioni di Ahmadinejad di distruggere lo stato di Israele. Nessuno nega che il governo israeliano abbia gravi responsabilità nelle violazioni dei diritti economici sociali e culturali del popolo palestinese, ma vorrei ricordare al presidente dell'Iran che le radiazioni uccidono in modo indiscriminato Isreliani e arabi e hanno un campo di propagazione elevato

Classe media al primo posto: i tagli fiscali tipici di ogni politica liberista hanno come unico effetto aumentare il divario tra classi più abbienti e classi meno abbienti. Così facendo la classe media diventa sempre più povera. Puntando invece su strutture nazionali /pubbliche la classe media può condurre una vita dignitosa.

Rivoluzione nei temi etici: Obama si è dichiarato apertamente pro choice, a favore della ricerca sulle cellule staminali ed embrionali e alle unioni civili, cosa che molto recentemente ha fatto sì che Obama risultasse "poco gradito" in Vaticano . L'inizio è obiettivamente buono (tenendo conto di tutte le variabili che comportano l'essere presidente degli stati uniti). si attende dopo il 20 gennaio quando si passerà all'atto pratico. Sull'afghanistan invece sarebbe una buona cosa che nella lotta ai talebani, se tornano su i talebani si assiste in Afghanistan all'ecatombe di ogni diritto umano, ci sia una effettiva collaborazione paritaria tra governo Usa e governo afghano

Postato da: zarathustra85 a 12:47 | link | commenti (3)
vaticano, politica, iran, bush, diritti umani, politica estera, diritti civili, liberismo, obama

mercoledì, 05 novembre 2008
il sole sorge da Ovest

In un mondo lacerato da conflitti tra occidente e Oriente dal risorgere di pseudomiti di difesa della razza e dal fallimento del sistema capitalista ecco che questa notte è sorto un sole che illumina queste tenebre: il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America: Barack Obama. Nel Paese del Klu Klux Klan, di Guantanamo, patria della faccia più feroce del capitalismo liberista un nero figlio di immigrati, la cui moglie discende dagli antichi schiavi neri acquisisce la facoltà massima di decisione non solo del suo paese, ma dell'intero mondo. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che camminavano nell'oscurità una luce rifulse. Barack, ora hai la tua occasione  per almeno provare a risanare il mondo dalle ferite che gli ha prodotto Bush, ricorda chi sei e da dove vieni e non permettere mai che l'essere l'uomo più potente della terra te lo faccia dimenticare e ti faccia mettere da parte la tua semplicità ed umiltà. Ricordati di coloro che vivono agli angoli della società americana che si rifugiano nell'alcool e nella droga, degli uomini e donne americane che vivono al limite della soglia di povertà, dei tuoi fratelli del presente e del passato picchiati e uccisi solo perchè non bianchi, inizia tu stesso la guerra globale contro il neonazismo e tutto ciò che ad esso si ispira, ricordati di coloro che da ogni parte del mondo sono costretti a vedersi distrutta la terra e la casa solo per interessi economici di pochi. Barck queste sono le speranze che il mondo intero ha nei tuoi confronti. Non sarà facile perchè a volte dovrai fare qualche compromesso, cosa normale in politica. Ma fai in modo che questi siano le linee guida per tutto il tempo in cui starai alla casa bianca. Ti saluto con le parole di martin luther King, augurandoti che queste parole possano guidarti e illuminarti sempre:

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull'Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell'avida ingiustizia. Venne come un'alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

 

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un'isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d'Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E' ovvio, oggi, che l'America è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l'America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all'America l'urgenza appassionata dell'adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall'oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell'ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l'urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c'è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell'odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell'anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell'ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l'acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho un sogno. E' un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell'arroganza dell'ingiustizia, colmo dell'arroganza dell'oppressione, si trasformerà in un'oasi di libertà e giustizia.

Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho un sogno, oggi!.

Io ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E' questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l'America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente

Postato da: zarathustra85 a 09:23 | link | commenti (7)
america, politica, speranza, martin luther king, bush, libertà, immigrati, obama, emarginazionesfruttamento

sabato, 01 novembre 2008
Cosa provoca la morte del concetto di diritto

Due cose hanno fatto parecchio scandalo in questi giorni (almeno a chi di uno stato di diritto interessa qualcosa): la ragazza somala lapidata e l'atteggiamento molto compromettente della polizia alla manifestazione di Roma la quale pare che al posto di fare quel che avrebbe dovuto fare, pare che fosse lì come una pedina di un gioco che chi sta più in alto  aveva già deciso e architettato (per i dettagli rimando ad altri blog che hanno descritto i fatti in modo più dettagliato). Alle proteste ha poi fatto seguito Maroni con il suo denunciare chi occupa in modo abusivo e Alemanno che vuole porre freni al proliferarsi dei cortei. Due cose (Somalia e Roma) che a prima vista non c'entrano nulla l'una con l'altra, ma che in realtà sono profondamente legate da un comune denominatore: il potere che nel suo volersi rendere al di sopra di ogni altra cosa calpesta i diritti umani e per giustificarsi fornisce visioni distorte della realtà (poi fa nulla se ci sono testimonianze dirette, video e foto che dicono che la verità è un'altra, l'importante è che la gente senta ciò che il potere vuole che senta. Non mi soffermerò sulle vicende di Roma, ma sulla Somalia per far capire che quando i diritti vengono messi in secondo piano si arriva alla barbarie pura e cruda. Si sa che in quelle zone il potere reale è totalmente in mano alle corti e ai gruppi armati islamici che terrorizzano chiunque non faccia quello che vogliono loro. Tre miliziani di questi hanno rapito e stuprato una ragazza di 13 anni che stava andando a trovare la nonna. La vittima è poi andata da un giudice per chiedere giustizia, ma dato che pareva più grande della sua vera età il giudice l'ha condannata alla lapidazione per adulterio e liberato all'istante i carnefici che hanno pure partecipato attivamente alla lapidazione. Così fatto molto interessante che potrebbe confermare l'ipotesi detta sopra mentre i fascisti di blocco Studentesco picchiavano i manifestanti la polizia è rimasta immobili nonostante gli stessi manifestanti chiedessero alla polizia di intervenire. Così alcuni compagni di Rifondazione Comunista hanno fronteggiato da soli i vermi neri dato che la polizia non interveniva, ma poi la polizia ha arrestato loro, non quelli che erano lì con caschi e manganelli (notizia tratta dal Corriere della Sera di oggi). il potere non accetta ribellioni, non conosce la giustizia, ma l'impunibilità (come dimenticare Genova 2001?), ma soprattutto non sopporta minimamente che ci sia gente che abbia la forza di chiedere giustizia e di pensare con la propria testa

Postato da: zarathustra85 a 20:04 | link | commenti (5)
politica, donne, giustizia, diritti umani, islam, somalia, democrazia, potere, rifondazione comunista, amnesty international, fascisti

giovedì, 30 ottobre 2008
piazza e resistenza ragioni di vita

ce n'è eccome da essere incazzati per quanto accaduto ieri: un decreto che non ha mai visto un diretto coinvolgimento delle parti interessate e su cui finalmente buona parte dell'Italia si è risvegliata dal torpore di questi mesi di dittatura berlusconiana, ma oggi vedere 5000 persone (secondo la questura) tra ragazzi genitori e insegnanti a manifestare in modo incazzato ma pacifico per le vie di Bergamo il loro no alla riforma Gelmini, mi ha dato una gioia pronfondissima. Sapere che non sono solo ma parte di un popolo che vuole resistere e difendere la primarietà di certi valori come l'uguaglianza di tutti nelle diversità di ognuno e il permettere a ognuno di realizzarsi tramite l'impegno personale e non per come appare. E poi l'assemblea in cui alcuni hanno raccontato delle loro esperienze. Tutto questo ha fatto si che questo giorno dopo l'ennesimo passo verso il regime fosse un giorno non solo di protesta, ma anche di festa e di incontri a grappoli. Ma questo popolo ha bisogno di unità, di coordinamento di saldarsi sempre di più non solo a scala locale, ma a scala nazionale, ha bisogno di allargarsi e far capire alla gente quali sono le vere ragioni del suo esistere, malgrado tutta la merda gettata addosso dai media che parlano quasi solo di scontri provocati in realtà dai fascisti di Blocco Studentesco, a Roma completamente ignorati dalla polizia. D'altra parte la sinistra deve tornare ad essere sinistra: stare in piazza con la gente, non guidarla ma farsi guidare dalle richieste di giustizia e uguaglianza che vengono proprio dalla gente per portare le aspirazioni di questo popolo, che malgrado tutto continua a lottare, nelle sedi della politica. Per cui solo se questo popolo sarà unito e si allargherà coinvolgendo altra gente sarà come un muro resistente. Chein poche parole equivarrebbe a dire: "El pueblo unido jamas sera vencido". Ma l'unità è più che mai obbligatorio che torni ad esserci anche tra coloro che politicamente appoggiano questo movimento. Per cui segretari della ex sinistra arcobaleno prima di tutto pensate a unirvi in un solo partito. E allora vedrete che il PD ricomincerà a rivolgere lo sguardo verso Sinistra 

 

 

Postato da: zarathustra85 a 17:29 | link | commenti (1)
politica, protesta, sinistra, festa, berlusconi, dittatura, fascisti, unità, decreto gelmini

mercoledì, 22 ottobre 2008
lettera aperta ai segretari dei partiti della ex sinistra arcobaleno

Cari Paola Francescato, Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Claudio Fava,

ho deciso di scrivervi questa lettera aperta in questo periodo di lotte contro un governo che ogni giorno calpesta la dignità umana dei più deboli facendo solo i suoi interessi e quelli dei suoi amici. Da quanto ho letto due Domeniche fa la manifestazione a Roma ha visto un enorme successo di partecipanti che volevano dire no al progressivo sfascio morale e civile dell'Italia, mentre nelle Università studenti e ricercatori soprattutto (ma anche professori) si stanno mobilitando in difesa del diritto allo studio e di una cultura di qualità, per non parlare poi della ripresa delle lotte dei lavoratori. Ma come sempre quando ci sono le rivolte ecco che allora il potere interviene con il manganello. e allora ecco che se le forze autorganizzatesi dal basso non hanno un appoggio politico che sia in grado di guidarle e a cui fare riferimento a lungo andare si disgregano. Possono resistere per un pò ma se non si traducono le occupazioni, i cortei e le manifestazioni avranno durata limitata. Per questo vorrei lanciare a tutti voi un appello: siate voi quel riferimento in grado di tradurre in azione politica le proteste, iniziate a guardare gli uni agli altri perchè oggi nessuno può permettersi di rinchiudersi nel proprio orticello rilanciando solo se stesso o di unirsi agli altri solo in puri cartelli elettorali. Andate oltre voi stessi e unitevi in un solo Partito a sinistra del PD. Fondetevi in un partito laico, ambientalista e socialista che sia ingrado di analizzare la realtà odierna e di interpretarla correttamente. Qualsiasi autocontemplazione porterà solo all'autodistruzione e al lasciare soli coloro che in questi giorni stanno lottando.

Davide Gotti                                                 Giovani Comunisti Bergamo

Postato da: zarathustra85 a 13:16 | link | commenti (5)
politica, sinistra, diritti, repressione, lotta, università, rifondazione comunista, 11 ottobre, sinistra arcobaleno

mercoledì, 15 ottobre 2008
Se ribellarsi in Europa è ancora rischioso...

Due notizie di oggi in cui si vede di come chi ha un pò di coraggio, ma forse neanche coraggio, un minimo di senso civico e della giustizia non può assolutamente vivere tranquillo. E questo non negli stati populisti dell'America Meridionale, non nei regimi dittatoriali dell'Asia, ma nei paesi democratici dell'Europa Occidentale, proprio quell'europa che dovrebbe essere garante dei diritti fondamentali.

In francia è stato arrestato dopo una lunga serie di spiate il leader del partito trozkista comunista francese per aver denunciato l'uso indiscriminato dei Taser impugnando un rapporto a riguardo di amnesty international riguardo all'uso dei Taser in Canada che illustra le conseguenze di questi veri e propri attrezzi di tortura.

Di dominio pubblico poi è la cosa che potrebbe farsi domandare dove ci stiamo dirigendo è la decisione umanamente comprensibilissima di Saviano. Non è un caso secondo me che l'Unità abbia messo la foto agghiacciante dello svincolo dell'autostrada per Palermo che va verso Capaci. Non solo ha osato parlare ma ha anche osato fare prima un libro di successo poi un film di altrettanto successo su ciò che i Boss hanno costruito riducendo al silenzio chiunque volesse parlare. E ovviamente la camorra non può permettere che cani sciolti siano liberi di parlare. Eppure questo è il prezzo che già altri prima di lui hanno pagato: don puglisi, Peppino Impastato e i giudici falcone e borsellino e tutte le altre vittime di mafia, camorra, n'drangheta, ecc. Ma non si può essere costretti a 28 anni a rinunciare ai propri ideali e farsi una vita. E allora ecco un'altro eroe che se ne va a causa della totale mancanza di coglioni, per non dire accondiscendenza della classe poltica italiana con la mafia e la camorra. E non è un caso se statisticamente i politici e amministratori in combutta con la malavita organizzata sono per lo più PDL e UDC, qualcuno del PD e nessuno del PRC. Il rapporto tra stato e mafia lo ha ben detto de andré: s'indigna s'impegna poi getta la spugna con gran dignità

Postato da: zarathustra85 a 15:38 | link | commenti
politica, mafia, diritti umani, camorra, berlusconi, rifondazione comunista, taser, saviano, pd

mercoledì, 08 ottobre 2008
lega nord e partito nazionalsocialista

Il ministro Maroni afferma di come in Italia nonostante ciò che si sente sia come fatti di cronaca sia come dichiarazioni (Gentilini per esempio) non ci sia l'emergenza di una deriva razzista, ma che si tratta solo di episodi isolati. E intanto ecco una cosa che in parte ricorda le iniziali leggi restrittive messe in campo nei primissimi anni dal partito nazista verso gli Ebrei: il permesso di soggiorno a punti, fatto per a detta loro "una maggior sicurezza". In realtà queste sarebbero ulteriori norme restrittive: obbligo del permesso di soggiorno per sposarsi, possibilità per i comuni di ricorrere a referendum per la costrauzione di moschee o campi rom. Ma le misure più gravi sono queste: se malati i medici dovranno verificare il permesso di soggiorno dopo la prestazione, se clandestino inoltre non si potrà iscrivere i figli a scuola o richiedere la pubblicazione di atti matrimoniali. si prevede inoltre la costituzione di un ipocrita fondo per la solidarietà. Tale fondo sarà finanziato dagli stessi immigrati che si vedranno lievitare i costi del permesso di soggiorno da 70 euro a 200 di cui 100 andranno a finanziare il progetto. Come se gli immigrati siano  pieni di soldi... Ma questo prima di tutto nel caso in cui venga approvato costituirà una gravissima minaccia ai diritti umani delle categorie più deboli. Prima il linguaggio era molto più schietto riguardo al razzismo e alla predominanza razziale; ora queste cose vengono nascoste speso e volentieri dal termine sicurezza e si manifestano nelle derive securitarie  

Postato da: zarathustra85 a 17:15 | link | commenti (3)
politica, diritti umani, ipocrisia, razzismo, vergogna, fascismo, immigrati, lega nord, xenofobia

venerdì, 03 ottobre 2008
razzisti = terroristi

Titolo forte e forse un pò esagerato ma credo che ciò che si sente ultimamente che belve bianche scatenate attaccano chi non c'entra nulla solo per la presunzione di essere superiori su di loro (neri o cinesi che siano) fa andare oltre i pestaggi sia da parte di privati sia da parte delle forze dell'ordine (parma) fino a sfiorare, per non dire raggiungere, l'atto della vera intimidazione rivolta da una categoria di persone esattamente come il terrorismo islamico oggi o il  terrorismo rosso e nero di qualche decennio fa, si raggiunge il puro atto terrorista. A chi potrebbe rispondere che anche gli extra commettono reati efferati potrei rispondere con una domanda: come mai statisticamente parlando si vanno a colpire proprio quelli che cercano di farsi una vita onesta?Dicendo che  CI ammazzano, CI rubano il lavoro, ecc.? E allora cosa si potrebbe rispondere? Basta limitarsi a questa estate- inizio autunno per osservare lo scatenarsi della belva bianca: interi campi bruciati con conseguenti pestaggi e insulti anche a donne e bambini, una ragazza rom di 16 anni IN CINTA presa a calci da un uomo a cui chiedeva l'elemosina, pestaggi vari, fino ad arrivare al primo martire di questo clima di nuovo terrorismo legalizzato: Abdul, detto Abba. E poi vorrei sapere quanti italiani accetterebbero di fare i lavori che fanno comunemente gli immiigrati come seguire anziani non autosufficienti, aspettare alle 5.30 del mattino che qualcuno li chiami per un lavoro a giornata, lavorare nelle piantagioni di pomodori, ecc. Eppure la propaganda di regime dipinge come un mostro l'immigrato che delinque e come un essere umano che può sbagliare il bianco italiano. Somiglianze con la Germania di 70 anni fa ce ne sono a cascate.
NO ALL'ISTIGAZIONE AL'ODIO RAZZIALE DELL'ATTUALE CLASSE POLITICA
NO ALLA PROPAGANDA DI REGIME
NO AL TERRORISMO DI STATO VERSO I DEBOLI
SI ALLA PIENA ATTUAZIONE CIVILE E PENALE DEL TERZO ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE
SI A LEGGI BASATE SUL PRIMO ARTICOLO DELA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI: tutti gli uomini nascono liberi e uguali in dignità e diritti 

Postato da: zarathustra85 a 19:23 | link | commenti (10)
politica, terrorismo, diritti umani, razzismo, democrazia, costituzione, discriminazione, lega nord

martedì, 16 settembre 2008
come rilanciare una nuova sinistra?

la strategia pacata di Veltroni nel modo di fare opposizione si sta rivelando nettamente fallimentare: se da un lato il PD è riuscito a moderare leggermente certi provvedimenti (es. condizione di clandestinità da reato ad aggravante, ecc.), dall'altro si ritrova nella condizione in cui si registra un calo del consenso al partito di Veltroni, proprio quello che aveva prospettato Veltroni per il PDL che invece ha aumentato i consensi. Purtroppo, il che denota il clima di cui l'uccisione di Abdul è solo una delle tante manifestazioni, sta aumentando anche il consenso verso le politiche del leghista Maroni, sebbene queste (espulsione per chi commette reati, ecc.) siano in chiaro  disaccordo con i trattati e le convenzioni internazionali in materia. Il diritto internazionale infatti afferma che nessuno può essere rimandato nel suo paese se all'interno di questo possono essere violati i suoi basilari diritti umani. Ma a questo si aggiungono poi anche ripetute aggressioni ai gay fomentate sia da proclami di esponenti sia nazionali che locali dell'attuale maggioranza di governo (http://www.uaar.it/news/2008/09/15/albizzate-va-assessore-vorrebbe-gay-nelle-foibe/) sia dai continui proclami ecclesiastici contro una equiparazione di diritti tra loro e gli eterosessuali, perchè giudicati esseri "disordinati e deviati". E Veltroni dice che la religione può essere un forte impulso alla democrazia per i valori dell'accoglienza, della difesa della vita, ecc. Ma forse si dovrebbe spiegare a Veltroni che l'era del cattolicesimo democratico attento alle tematiche sociali è politicamente finita e sopravvive solo in alcune realtà isolate (diocesi di Milano ad esempio), ma di sicuro non è più la linea della Chiesa ufficiale. Quest'ulti,ma pare appoggiare di più il pensiero neoconservatore in funzione antilaicista Infatti soprattutto le religioni rivelate non si fondano tanto sull'accoglienza, sulla carità, ecc. ma quanto invece sulla certezza aprioristica di avere la verità assoluta e quindi tutti gli altri sono nell'errore. Ora come rilanciare una cultura in grado di essere competitiva con la cultura attuale di stampo catto-xenofobo e liberista (Alitalia docet)? Di sicuro non come pare si stia facendo ora che ognuno (Prc, Comunisti Italiani, Verdi e Sd) vada per la sua strada e pensi agli altri solo sotto elezioni per fare alleanze che hanno sapore di cartello elettorale e che non premiano per niente. Bisogna che ognuno vada oltre se stesso e le sue barricate ideologiche e si studi insieme il modo di costituire un'alternativa al PD e al PdL credibile agli occhi dei cittadini, che non sia un agglomerato di gente che litiga per i suoi piccoli interessi (alla fine quelli che ci smenano per questi litigi sono sempre i precari e i poveri). Un'alternativa che sappia portare avanti con forza e in modo unitario i valori dello stato di diritto, della laicità dello stato, di un'adeguata redistribuzione delle ricchezze e del vivere una vita sicura per tutti a prescindere dalle caratteristiche di ognuno sia sul posto di lavoro sia in qualsiasi altro luogo. Un'alternativa che, come ha affermato Vendola alla festa della sinistra sia calata in questo tempo e che studi proposte operative adatte alla condizione storica attuale non che ne ricicli di altre formulate in diverse epoche storiche. Mai come ora i partiti sconfitti il 14 aprile e usciti dal parlamento devono avere il coraggio di andare oltre loro stessi e di fondersi in un nuovo partito di sinistra che sappia fare le cose dette sopra 

Postato da: zarathustra85 a 12:54 | link | commenti (13)
politica, chiesa, sinistra, diritti umani, razzismo, vendola, lega nord, xenofobia, unità, veltroni



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